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Agrumi

Gli agrumi sono formati da un folto numero di specie, Herbalife ha sfruttato questi frutti per creare prodotti straordinari.

Scopriamo la storia di questi fantastici frutti

Sapevate che l'arancia, il limone e il pomelo sono tutti imparentati? Il genere citrus è un gruppo molto diversificato che conta più di 100 specie anche se la classificazione è ancora incompleta, abbiamo mandarini, clementine, pompelmi, cedri, il limone, le limette, il bergamotto e tanti altri ancora. Pensate che sono coltivati da più di 4000 anni e ad oggi l'agrume più importante per la coltivazione è sicuramente l'arancia, il primo paese produttore è il Brasile. A proposito di arancia e di limone vi facciamo un quiz e risponderemo alla fine: secondo voi, contiene più vitamina C la spremuta d'arancia o la spremuta di limone?

Di solito associamo gli agrumi ai paesi del Mediterraneo, alle zone come la nostra Sicilia o la Calabria, molti di voi probabilmente però, saranno sorpresi di sapere, che gli agrumi arrivano dall'Asia e le prime fonti storiche note, risalgono a duemila anni prima di Cristo, trovate in un testo cinese dove raccontano della coltivazione di alcuni agrumi, probabilmente dei cedri e dei pomeli.

La genealogia di questi frutti è rimasta a lungo ignota fino a quando poco tempo fa, si è sequenziato per la prima volta il genoma di molti di questi agrumi e quindi ora possiamo trarre una sorta di albero genealogico; la sorpresa che è saltata fuori è che quasi tutti gli agrumi che noi conosciamo e coltiviamo sono in realtà degli incroci fra solo tre agrumi progenitori, ora vediamo quali.

Il cedro o "citrus medica": è un agrume coltivato da migliaia di anni nel sud est asiatico ed è stato il primo agrume a raggiungere il Mediterraneo in particolare è stato Alessandro Magno che l'ha portato dalla Persia e poi l'ha introdotto nel bacino del Mediterraneo.
I romani lo conoscevano: ed stato Plinio a coniare il nome "citrus" per questo frutto, il cedro, che allora come adesso veniva sfruttato più per le sue proprietà aromatiche perché questo frutto noi, non l'utilizziamo quasi mai spremuto, ci possiamo fare a volte delle bevande come la cedrata, ma normalmente viene utilizzato, per aromatizzare delle bevande, per fare delle marmellate o cose di questo genere. È stato il primo agrume introdotto - come vi dicevo - nel bacino del Mediterraneo anche se non ci sono prove che venisse coltivato all'epoca romana, probabilmente veniva solamente trasportato dai mercanti perché grazie alla sua buccia molto molto dura gli permette di sopravvivere a viaggi molto lunghi.

Se il primo agrume ad arrivare in Europa è stato il cedro, l'ultimo di quelli importanti è stato il mandarino. Anche il mandarino è di origine asiatica, in particolare della Cina. Il mandarino originale è il "citrus reticulata", quello che noi troviamo in commercio è il frutto di una serie di rincroci successivi che sono stati fatti. Come dicevo, pur essendo una delle specie domesticate, originariamente di agrumi, è stato l'ultimo tra quelli importanti ad arrivare in Europa, pensate che è arrivato in Inghilterra solamente nel 1805 da lì si è diffuso poi in Italia dove alla metà dell'ottocento,  era già coltivato attivamente dall'Italia poi si è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, ora è un agrume molto molto importante, in realtà sono stati fatti tantissimi incroci successivi per cui abbiamo vari tipi di mandarini, che non formano un gruppo omogeneo. Chiamiamo mandarini solamente dei frutti piccoli, facilmente pelabili, arancioni e abbastanza dolci. I mandarini ora sono popolarissimi e stanno guadagnando terreno come coltivazione rispetto alle arance.

Un altro agrume invece introdotto molto prima dei mandarini ma che non ha avuto molto successo è il pomelo o pummelo: è stato introdotto dagli arabi attorno al medioevo sembra un grande pompelmo e ha un sacco di albedo cioè di spugna bianca che non è molto commestibile; è stato introdotto come altri agrumi dagli arabi attorno all'anno mille ci sono prove di sue coltivazioni anche in Sicilia però non ha avuto molto successo, si è diffuso poi nel resto dell'Europa e in altri paesi ma soprattutto nelle colonie inglesi grazie a un capitano della Compagnia delle Indie orientali: il capitano Shaddock, questo è il motivo per cui molti paesi tra cui, per esempio, anche in Liguria, questo agrume viene chiamato "sciaddocco".

l'arancia dolce - l'arancio è l'albero, l'arancia è il frutto - o "citrus sinensis", a differenza di questi agrumi che abbiamo visto non è stato domesticato da una specie selvatica, cioè l'arancio - l'arancia selvatica, non esiste.

Ogni tanto in natura spontaneamente accadono degli incroci tra specie diverse per creare una nuova specie: beh, è quello che è successo circa 4000 anni fa in Cina, dove il mandarino originario cinese si è incrociato proprio con il pomelo e ha dato luogo all'arancia chiamata anche arancia dolce, per distinguerla dall'arancia amara. Noi non sappiamo se questo incrocio sia avvenuto completamente spontaneamente, oppure se c'è stato in qualche modo un aiuto umano, fatto sta che qualcuno ha notato quell'incrocio, quel frutto anomalo, e l'ha preso, l'ha propagato e da lì è nata la prima coltivazione di arance.

Come altre specie vegetali nate in questa maniera, poiché non esiste la variante selvatica dell'arancia dolce, la sua biodiversità è estremamente ridotta, perché di fatto tutti gli alberi che noi troviamo in giro per il mondo sono originati solamente da un incrocio primogenito. L'arancia dolce è stata introdotta nel Mediterraneo attorno alla fine del quattrocento, ma è dal cinquecento in avanti che grazie ai navigatori portoghesi si diffonde in tutto il bacino del Mediterraneo e poi anche nelle colonie oltreoceano, ed è lì, che cominciano a essere selezionate alcune mutazioni genetiche, come ad esempio l'arancia navel che è oggi la varietà più importante al mondo è un arancia senza semi che sviluppa anche al proprio interno un piccolo arancino più piccolo, immaturo il fatto di essere senza semi ovviamente implica che ogni pianta è di fatto un clone di tutti gli altri. Le navel si diffondono dai primi decenni dell'ottocento in Brasile poi in California e poi in tutto resto del mondo. Ci sono altre varietà che sono state sviluppate: per esempio le arance di Valencia. Le arance di Valencia sono una varietà che è diventata anch'essa molto popolare, molto coltivata perché fruttifica, quando le navel non sono disponibili ed è questo il motivo per cui noi possiamo avere arance tutto l'anno poi ci sono delle varietà che si sono sviluppate localmente per esempio le arance tipo tarocco, o moro o le sanguinelle.

Le moro e le tarocco sono mutazioni genetiche apparse in Sicilia, mentre le sanguinelle risalgono agli inizi dell'ottocento in Spagna e poi anche queste si sono diffuse in altri paesi come per esempio in Italia. Come fratello dell'arancio dolce abbiamo l'arancio amaro o arancia amara, il frutto il "citrus aurantium": questo è, come dicevo, il fratello dell'arancia dolce perché di fatto ha gli stessi genitori: anche lui è nato da un incrocio spontaneo tra le due specie che vi ho già citato, cioè il mandarino e il pomelo. Quindi è il fratello dell'arancio dolce, e come tutti i fratelli è un po' diverso, in particolare si distingue per il suo aroma più caratteristico, ma soprattutto per il fatto che il succo - la polpa - è estremamente amara.
Questo è uno dei motivi per cui normalmente non si utilizza per esempio come frutta da dessert ma si fanno delle marmellate, oppure si utilizza per produrre dei liquori come il Grand Marnier.

È stato introdotto in Europa molto prima dell'arancia dolce infatti nella cucina medievale, poiché è stato introdotto insieme al pomelo, al limone e a qualche altro agrume, dai mercanti arabi, era utilizzato in cucina con il nome di melangolo soprattutto per fare delle salse con cui andare ad arricchire dei piatti soprattutto di carne, proprio per via del gusto dolceamaro che piaceva molto nella cucina medievale.

Una mutazione genetica dell'arancio amaro è il chinotto - "citrus myrtifolia" , viene coltivato in Italia solamente in alcune zone, tipicamente in Liguria, nella zona di Savona, ma anche in Calabria per esempio, e si usa quasi esclusivamente per produrre la omonima bevanda.

Ma veniamo al limone o "citrus limon" anche questo è un incrocio tra due specie preesistenti, tra l'arancio amaro e il cedro, incrocio avvenuto migliaia di anni fa, molto probabilmente in una zona che va dall'India, alle pendici della catena dell'Himalaya e la Birmania. Ci sono tracce di utilizzo di limoni in epoca romana, ma non ci sono prove che venisse coltivato, quindi probabilmente, arrivato con i mercanti. Le prime tracce di coltivazione di limoni in Europa, risalgono sempre attorno all'anno 1000 - 1100, in Sicilia grazie agli arabi.

Ma non pensate che questi incroci siano avvenuti solamente migliaia e migliaia di anni fa, ce ne sono alcuni che sono avvenuti solo di recente, per esempio il pompelmo o "citrus paradisi", beh, è un incrocio spontaneo che è avvenuto nelle isole Barbados nel settecento ed è un incrocio tra un'arancia dolce e un pomelo. Ancora più recente, e più precisamente agli inizi del novecento, l'incrocio che ha dato luogo alle clementine "citrus clementina": è un incrocio spontaneo che è avvenuto in un orfanotrofio in Algeria agli inizi del '900 tra un discendente del mandarino asiatico - quindi un mandarino europeo - e l'arancia dolce. Si chiama clementina perché è stata scoperta dal frate Marie-Clément che accudiva l'orto dell'orfanotrofio. Nel 1925 si è poi diffusa nel resto della Spagna e in tutto il resto dell'area del Mediterraneo. Oggi è uno degli agrumi più importanti commercialmente.

Poi ci sono gli agrumi minori, diciamo, per esempio il bergamotto: viene soprattutto usato per i suoi oli essenziali, fornisce l'aroma al tè Earl Grey ed è un incrocio tra il limone e l'arancio amaro. Abbiamo poi il lime o meglio si dovrebbe dire "i" lime, in realtà non sono una specie unica, questi agrumi normalmente piccoli, hanno la buccia che rimane verde e sono abbastanza aspri. Alcuni di questi sono nati da un incrocio tra un agrume selvatico che non è commestibile, il "citrus micrantha", e il cedro. Sono arrivati poi nel 1500 nei Caraibi in Messico dove sono diventati molto popolari e fanno parte della loro cultura gastronomica locale, da ultimo abbiamo i cosiddetti kumquat che sono degli agrumi a tutti gli effetti anche se a volte vengono classificati con un genere a parte chiamato Fortunella, in particolare si distingue dagli altri agrumi, prima di tutto perché è molto piccolo, ma anche perché ha, unico tra gli agrumi, la buccia commestibile e molto dolce.

Uno potrebbe anche chiedersi: va bene, adesso che sappiamo tutta questa genealogia, cosa ce ne facciamo? Beh, vi abbiamo detto per esempio che l'arancio dolce, ma anche il limone non hanno delle varianti selvatiche, quindi la loro biodiversità è estremamente ridotta e non possiamo, come facciamo con altre specie che abbiamo domesticato, fare degli incroci successivi per magari rendere, le specie commerciali resistenti a qualche malattia, o per introdurre delle nuove caratteristiche. Adesso che sappiamo come si sono originati, potremmo cercare di fare dei nuovi incroci tra il mandarino e il pomelo o tra l'arancio amaro e il cedro e così via per riprodurre delle nuove varianti di aranci dolci, di limoni, di bergamotti, di pompelmi e così via, per cercare di reintrodurre delle caratteristiche che non sono state introdotte al momento dell'incrocio casuale, quindi in qualche modo aumentare la biodiversità esistente di questi agrumi.

Ed ora la risposta dell quiz. Secondo le tabelle dell'USDA, cioè il ministero dell'agricoltura americano, 100 g di arancia dolce - esclusa la buccia - contengono 59 mg di vitamina C mentre 100 g di limone - sempre esclusa la buccia - ne contengono 53 quindi, insomma, sono quasi uguali; solo che è molto più facile mangiarsi un'arancia intera che non un limone intero. Se invece parliamo di spremuta, beh, 100 g di spremuta d'arancia ne contengono 50 di mg di vitamina C mentre 100 g di spremuta di limone ne contengono 39: non c'è tanta differenza ma ancora una volta è più facile bersi una spremuta d'arancia che non una spremuta di limone anche perché la vera differenza è dovuta al contenuto di acido citrico che nel limone è quattro volte più concentrato che non nell'arancia, è questo il motivo per cui è più aspro. 

Proprietà degli agrumi

La dieta mediterranea, privilegia moltissimo gli agrumi, mandarini, arance, limoni i pompelmi, quali sono le diverse proprietà nutrizionali che possiedono?

Hanno un contenuto elevatissimo di vitamina c e di vitamina PP quindi sostanzialmente niacina o vitamina b3,  la cui funzione è quella di gestire correttamente il metabolismo dei carboidrati, dei grassi. Senza dubbio migliorano, quella sensazione che abbiamo di inappetenza in alcuni casi e migliorano la circolazione sanguigna soprattutto a livello capillare.

La presenza di vitamina C che è un antiossidante naturale straordinario, combatte efficacemente i disturbi da raffreddamento. Il limone, per eccellenza ha una percentuale di acido citrico piuttosto alto, parliamo di circa il 6 per cento sul totale,  un contenuto di vitamina c piuttosto significativo.

Se introduciamo agrumi, con una certa regolarità e soprattutto facendoli ruotare, pensiamo all'arancio, al limone, al mandarino, durante l'arco dell'inverno, facciamo un ottimo servizio al nostro organismo.

E poi c'è il retinolo che sostanzialmente è la vitamina A, ma anche tutto il complesso vitaminico B a parte la b12..

La caratteristica di queste piante sostanzialmente è che sia i frutti, le foglie, i fiori contengono degli straordinari oli essenziali, che danno poi a queste piante un profumo meraviglioso, pensate ai fiori d'arancio.

Gli agrumi, vengono consumati in centomila modi diversi, come marmellate, candidi, succhi di frutta, spremute e a proposito di spremuta, abbiamo una domanda da parte di un nostro utente:

Se faccio colazione fuori casa, mi concedo la tipica colazione da bar, la spremuta d'arancia alla mattina insieme a brioche e cappuccino sono un cattivo abbinamento?

Nella combinazione degli alimenti è sconsigliato mischiare la frutta acida con altri tipi di alimenti, vedi la tabella del dottor Shelton.

L'arancia se consumata in succo, mantiene di più le caratteristiche e le proprie vitamine, rispetto alla marmellata che viene cotta. Durante il processo di cottura in qualche modo vengono deteriorate le caratteristiche organolettiche del prodotto, le sostanze in qualche modo sì alterano nei processi di cottura e con il calore le vitamine e le proteine si denaturano, quindi, senza dubbio, meglio consumarli freschi..

Gli agrumi italiani sono prodotti in varie zone d'Italia, quelli siciliani sono meravigliosi, per non parte delle altre regioni del sud, qualcosa arriva anche dall liguria e poi ci sono le aree famose, come le limonaie sul lago di Garda. Purtroppo in altre aree del territorio nazionale, per il clima, le piante non possono essere coltivate.

Gli agrumi sono anche importanti per aiutare ad assorbire alcuni elementi come il ferro, come nel caso del consumo di prodotti che contengono ferro non ME, cioè il ferro presente nei vegetali di spinaci motivo per cui, si fa uso del limone piuttosto che dell'aceto per condire la nostra verdura.

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